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"Cosa fatta capo ha"

A tutti i "giovini" Istriani e Dalmati

di Marcella Matticchio (15.03.2008)

Pendendo spunto dalle parole di Pa­pa Giovanni Paolo II, "Non abbiate paura", desidero attraverso questo scritto lanciare un appello a tutti i discendenti degli Esuli nel mondo. Spero, che esso, non cada nel vuoto, ma sia recepito da coloro a cui è indirizzato. La nostra Associazione, ha bisogno di veder affluire nelle proprie fila nuove, convinta e continuata linfa vitale.

“Noi siamo i costruttori dell'avvenire, ma per edificarlo al meglio dobbiamo prima salvare il nostro passato. Solo quello che è stato, può dare un sen­so a ciò che è, e indurci a rendere migliore ciò che sarà.

Il "passato" sono le fondamenta di qualsivoglia costruzio­ne, il "presente" le mura ed il "futuro" il tetto; solo la coesistenza di questi tre elementi rende un edificio una casa vivibile.

E' dunque necessario partire dal passato, che è quello dei nostri nonni, che ormai solo tramite noi possono far sentire la loro voce, rendere gli altri parteci­pi del loro orgoglio, dei loro valori e del loro anelito di libertà e d'italianità.

Per zittirli sono stati dispersi nel mondo. Dopo sessanta anni dobbiamo pretendere che siano ricordati, che si faccia verità sul loro dramma, che questa triste pagina di Storia patria entri nei libri scola­stici. Non possiamo astenerci dal farlo, perché se oggi siamo Italiani lo dobbiamo esclusivamente a loro.

Cari "muleti" miei coetanei, anche se siete nati e vivete in realtà lontane dalla nostra splendida terra, anche se par­late dialetti diversi da quelli dei vostri nonni e padri, non abbiate paura, anche se in questo nostro mondo privo di valori è comprensibile averla; non abbiate paura di rac­cogliere il gravoso testimone passatovi dai vostri avi.

Vi incito a farlo, anche se il farlo può essere, anzi lo è, sco­modo. Sarà un atto d'amore nei confronti di chi vi ha dato la vita; vi darà orgoglio e consapevolezza di chi siete e vi renderà più disponibili alla comprensione e, se del caso, al "perdono".

A lutti i lettori uno speciale e simpatico saluto Istriano: "Su co’ le recie… Senprer!"

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